Protocollo ONVIF e videosorveglianza: di cosa si tratta

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È probabile che, spesso, sulle telecamere per la videosorveglianza vi troviate a leggere la scritta ONVIF. Di cosa si tratta? È un aspetto importante da non sottovalutare? Rispondiamo ora a tutti i vostri dubbi.

L’ONVIF è un acronimo per Open Network Video Interface Forum. Si tratta di un’organizzazione che si è posto come obiettivo quello di ovviare ad una delle problematiche maggiori all’interno del campo della videosorveglianza IP, ossia di favorire la compatibilità tra le apparecchiature impiegate nella videosorveglianza. In particolare, ha come scopo quello di rendere interoperabili sistemi realizzati da aziende differenti.

Questa compatibilità si basa sulla standardizzazione concreta di alcune specificità. Parliamo dei:

  • protocolli di comunicazione;
  • rilevamento dei dispositivi;
  • assegnazione degli indirizzi IP;
  • controllo e configurazione dei dispositivi remoti;
  • protocolli dei flussi audio-video;
  • visualizzazione e registrazione dei flussi audio-video.

Questa standardizzazione dovrebbe portare alla possibilità di disporre di software indipendenti, in modo da poter gestire e post-elaborare i flussi audio-video presenti su vari canali.

È la stessa organizzazione a stabilire delle specifiche standardizzazioni, che vengono aggiornate periodicamente, a cui i produttori possono aderire volontariamente. I dispositivi che rispettano queste caratteristiche possono richiedere la certificazione ONVIF. Ad oggi, la specifica approvata è la 2.2.

L’idea è certamente ottima, ha però una grave pecca. L’aggiornamento della versione del protocollo avviene di rado e questo spesso porta ad un’incompatibilità tra gli stessi apparecchi marchiati ONVIF. Anche quando vi è compatibilità, questa non è totale ma solo parziale.

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